Breve Storia della Chiesa Inferiore
                               
" Santa Maria di Hierusalem "
 Tanti Scrittori hanno parlato di "Cripta" della Cappella Palatina; il Fazello la chiama Speco sotterraneo religiosissimo ed anche il
 Regio Visitatore Giovanni Angelo De Ciocchis nel 1741; Vincenzo Auria e Don Marzio Albergo, secondo antiche tradizioni, la vogliono 
 asilo dei Cristiani perseguitati. Come in molte Cappelle Palatine la Cappella bassa era destinata al personale, come Chiesa Parrocchiale,
 la sua scarsa elevazione e la relativa oscurità hanno fatto pensare ad una Cripta, luogo destinato alla conservazione delle Reliquie.
 Il
complesso è costituito dalla Chiesa preceduta dal nartece e dall’antistante sacello ( che fu la camera sepolcrale di Re Guglielmo I nel
 1166, oggi sepolto nel Duomo di Monreale ) e dagli ambulacri che contorna
no il sacello e la Chiesa.
 La presenza di un deambulatorio, che permette la circolazione periferica, orienta in tal senso. Senza dubbio queste caratteristiche sono 
 dovute a necessità tecniche del progetto, in particolare alla necessità di sostenere la Cappella superiore, che si voleva più alta possibile.
 L'impressione di bassezza è cancellata dall'estrema eleganza delle forme architettoniche. L’ambiente, voltato a tutto sesto, venne
 ricavato in corrispondenza del centro geometrico della Chiesa superiore. In realtà la Chiesa è costruita fuori terra, al piano inferiore del
 Cortile; la mancanza di luce si è creata nel corso dei secoli.
Si presenta rettangolare ma sviluppata, secondo un concetto più vicino al
 modello orientale delle Chiese bizantine.  L'aula di m. 7,25 x 12 è divisa in tre piccole navate larghe m. 3 per mezzo di due colonne di
 spoglio tardo-antiche sormontate da capitelli, ed è interamente voltata da crociere a sesto ogivale. Vincenzo Zoric fa risalire la
 costruzione al 1117. Dopo quindici anni dall'erezione di Santa Maria di Hierusalem, prima sede Parrocchiale ( dal 1132 ), Ruggero
 avvia la costruzione della nuova Cappella Palatina, a pianta basilicale, con tre navate, di tipo latino.
 Si consideri che la conquista normanna della Sicilia con esercito apulo-calabrese e la popolazione cristiana sopravvissuta al dominio
 islamico era di lingua e rito greco; i Normanni potevano avere a disposizione un numero esiguo di preti latini e l'ultimo Vescovo greco
 che trovarono i Normanni nella Chiesetta di Santa Ciriaca fu Nicodemo ( 1065-1073 ).
 La Chiesa inferiore o Santa Maria di Hierusalem è citata nel Rollo dei Tonni come "superiore". Era il luogo ove officiava il Clero greco,
 anche se soltanto per alcune Vigilie di Quaresima, nella Cena del Signore, San Giovanni Battista, Ss. Pietro e Paolo, Dormizione della
 Vergine
( Cfr. Garofalo, Tabularium ) . Ma Nicodemo non potè consacrare la primitiva Cappella Palatina; lo fu certamente da parte del
 Protopapas greco ( di cui non conosciamo il nome) che tracciò le Croci della Consacrazione sulle pareti, contornate dalle lettere 
IC XC NI KA ( Gesù Cristo Vince ). Scomparso il Rito Bizantino, se ne perderà la memoria. 
Dopo le trasformazioni subite dal palazzo Reale durante l'età barocca, il vano rettangolare e i corridoi nel'area ovest della Chiesa inferiore caddero nel'oblio per trecento anni. La porta originale fu riscoperta e aperta solo nel 1934 da Valenti. In una descrizione ottocentesca
(Cfr. Guida Istruttiva di Gaspare Palermo, 1816 ) si descrivono cinque altari, il principale dei quali dedicato al SS. Crocifisso, venerato sino al 1781 nel Palazzo dei Tribunali, sede della
Santa Inquisizione
( dal 1980 nella Sacrestia ), di fronte al quale è la Cappella della Madonna delle Grazie, il cui altare fu dichiarato Privilegiato nel 1584 , con l'Immagine dipinta su tela; ve ne sono altri due sui fianchi della Chiesa e sul muro due immagini antiche imitanti il mosaico: i Santi Vincenzo e Niceta ( visibili fino al 1818 ).
Tra l'abside centrale e la Pròtesi
( lato sinistro ) era affrescata l'Odigitria ( la Vergine che indica la Via ), strappata dal muro e collocata nel Pronao della Chiesa superiore fino al 1995 ( quì ricollocata nell'anno seguente ).
La Vergine Odighitria, trasferita su tela è stata ricollocata nell’absidiola della protesi. Vestita d’azzurro e ammantata di rosso, è raro e pregiato esempio di arte siculo-bizantina databile ai primi decenni del XII secolo; il Divino Bambino, dalle fattezze di un adulto che di infante, è paludato con veste purpurea in segno della Sua Divina Regalità.
Accanto all'altare furono
seppellite le viscere di Emanuele Filiberto di Savoia, Vicerè di Sicilia, morto nel 1624, di cui si legge in un marmo 1'epitaffio . In altro lato di detta Cappella sono sepolte le viscere di D. Anello de Maura e Gusman, Marchese di Castel Rodrigo, Vicerè , che morì in Palermo il 16 Aprile 1677 come meglio dall' iscrizione ; ancora D. Giovanni Telles Giron Duca di Ossuna e la Duchessa D. Teresa Aliponzoni Fogliani de Aragona, moglie del Duca D. Giovanni Fogliani de Aragona Vicerè di Sicilia .
Sono qui sotto le sepolture dei Canonici e dei Corodati; nelle lapidi sta scritto: Sepulcrum Canonicorum e Sepulcrum Beneficìatorum.
( Cfr.V.Zoric Arx praeclara quam Palatium regale appellant in: La Città di Palermo nel Medioevo,2002)